aprile 23, 2008

Giocare con il cibo

Immagini copiate da un blog .

UNA TRAGEDIA BELLISSIMA


La storia vera di Isabella Morra, poetessa del 1500, ci fa scivolare altrove , regalandoci emozioni reali.

Di seguito è raccontata la vita di Isabella Di Morra e del suo amore tragico nel senso che il sentimento, nella vicenda, avrebbe dovuto trionfare, ma ciò è stato impedito da eventi terribili.

La vita di Isabella, infelice, ha tutte le caratteristiche del romanzo romantico. Nata a Favale (odierna Valsinni) nel 1520 da famiglia patrizia e cresciuta in solitudine nell’atmosfera cupa e severa del castello paterno manifestò durante la fanciullezza una predilezione per i poeti classici e una spiccata attitudine a fantasticare. Quando il padre fu costretto ad emigrare presso la corte di Francesco I, in Francia, Isabella fu affidata ai fratelli che la tenevano segregata nonostante le sue espressioni di ribellione. Un canonico, maestro privato della ragazza, favorì la corrispondenza amorosa fra Isabella e Diego Sandoval de Castro che aveva sposato una Caracciolo e villeggiava nel castello di Bollita.

Quando i fratelli scoprirono la relazione uccisero dapprima il maestro, poi Isabella ed infine Diego Sandoval.

Si dice che ancor oggi, nei pressi del castello, si aggiri il fantasma di Isabella.

Le tredici poesie di Isabella sono sopravvissute miracolosamente alla tragica vicenda. Esse testimoniano la raffinata cultura e l’indole appassionata. La tragicità degli accenti e la potenza descrittiva dei paesaggi ci convincono della sua natura forte ed appassionata quasi volessero annunciare l’inevitabile tragica fine.

I fieri assalti di crudel fortuna

I fieri assalti di crudel fortuna
scrivo piangendo, e la mia verde etate;
me che 'n sì vili ed orride contrate
spendo il mio tempo senza loda alcuna.

Degno il sepolcro, se fu vil la cuna,
vo procacciando con le Muse amate,
e spero ritrovar qualche pietate
malgrado de la cieca aspra importuna;

e col favor de le sacrate Dive,
se non col corpo, almen con l'alma sciolta,
essere in pregio a più felici rive.

Questa spoglia, dov’or mi trovo involta,
forse tale alto Re nei mondo vive,
che ‘n saldi marmi la terrà sepolta.

Ecco ch'un'altra volta, o valle inferna

Ecco ch’un’altra volta, o valle inferna,
o fiume alpestre, o ruinati sassi,
o ignudi spirti di virtute e cassi,
udrete il pianto e la mia doglia eterna.

Ogni monte udirammi, ogni caverna,
ovunq’io arresti, ovunqu’io mova i passi;
chè Fortuna, che mai salda non stassi,
cresce ogn’or il mio male, ogn’or l’eterna.

Deh, mentre chì’io mi lagno e giorno e notte,
o fere. o sassi, o orride ruine,
o selve incolte, o solitarie grotte,

ulule, e voi del mal nostro indovine,
piangete meco a voci alte interrotte
il mio più d’altro miserando fine.

aprile 22, 2008

22 aprile Giornata Mondiale della Terra







Oggi è la Giornata Mondiale della Terra, Earth Day, la ricorrenza fu suggerita per la prima volta dal giornalista americano John McConnel e, nel 1970 Gerald Ford, allora membro della Camera dei Deputati proclamò la Giornata della Terra, come una festività.
Per questo evento pubblico le foto di alcuni fiori del mio giardino.

Fiori di Lillà.




















Caprifoglio.



























la rosa

aprile 20, 2008

BACI


La ricetta dei Baci Perugina è segreta ma ce n'è una molto simile: INGREDIENTI
  • cioccolato per la copertura fondente e al latte;
  • nocciole pelate e tostate,
  • poca panna.
A bagnomaria sciogliere il cioccolato fondente fino a quando non si sarà formata una crema. Versare la crema su una superficie di marmo, stenderla con una spatola fino a quando non si sarà rappresa. Poi si deve rimettere la crema nella casseruola a bagnomaria e fatta sciogliere di nuovo con poca panna. A questo punto si tritano le nocciole che vanno poi amalgamate alla crema e, quando il composto comincia a rassodarsi, si fanno delle palline grosse come noci che vanno sistemate su carta forno finchè si sono raffreddate. Si fa sciogliere del cioccolato al latte e vi si immergono, una ad una, le palline di cioccolato, poi le si lascia raffreddare finchè completamente asciutte.

FRASI DA CARTIGLI
Ecco un elenco di frasi che si trovano nei cartigli
dei baci perugina.

La peggior solitudine è essere privi di un'amicizia sincera. F. Bacon


L'amore è vita e la vita è qualcosa di importante.
E. Dickinson

Fa del tuo amore una pioggia di baci sulle mie labbra (Shelley)

Fortunato quanto gli dei a me pare colui che siede di fronte a te e da vicino ode la tua voce e il riso melodioso. (Saffo)

Fra due cuori che si amano non occorrono parole (Desbordes-Valmore)

I mariti delle donne che ci piacciono sono sempre degli imbecilli. (G.Feydeau)

Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. (Pascal, Pensieri)

Il tuo amore è per me come le stelle del mattino e della sera, tramonta dopo il sole e prima del sole risorge. (V.Goethe)

Il vero amore non ha mai conosciuto misura. (Properzio)

In amore chi arde non ardisce e chi ardisce non arde. (Niccolò Tommaseo)




aprile 08, 2008

LE COTOLETTE

Ho cucinato le cotolette e le ho "impanate" con la farina di mais precotta. I miei gioielli e sono tre, mio marito e mio suocero se le sono mangiate tutte. Ah, mamma! Che buone! Orgoglio di mamma salvo. Peccato non averne potuta assaggiare neppure una. Pazienza, anche il mio colesterolo "cattivo" è salvo.
Ho scattato alcune foto dalla riva del fiume di casa mia. Eh sì, la
mia casa è sulla riva di un fiume.

Il mio fiume























Il fiume è riposante e penso: "voglio anch'io una foto con ritocco come la Pellegrini F. lei è giovane, non ne ha bisogno io invece sì" . Poi penso all'ultimo libro che ho letto di Pennac "Diario di scuola", lasciando da parte la retorica, ha ragione quando afferma che un insegnante fallisce se non si fa coinvolgere nel suo lavoro: gli alunni ti " sgamano" subito e te la fanno pagare: ti mettono al muro e questo è un bene perchè così cresci e impara ad insegnare un po' meglio. Forse. Speriamo. Provate a chiedere a qualunque insegnante chi è l'alunno che ricorda di più: sarà sempre l'alunno che andava peggio, quello che non c'era verso che imparasse, quello che ti rispondeva, quello che ti faceva impazzire a trovare strategie ovvero "formule magiche" non scritte in alcun libro di pedagogia: l'alunno che non si può incasellare...l'originale...lui o lei...imparagonabili.

aprile 06, 2008

SENZA RICETTA ALLEGATA....




20 Things You Didn't Know About Sex

And you thought you knew everything...

by Dean Christopher

1 Life emerged on earth about 3.8 billion years ago, but sex did not evolve until more than 2 billion years later. Dirty limericks emerged only quite recently, geologically speaking.

2 Sex—what is it good for? Scientists are not sure, since asexual reproduction is a better evolutionary strategy in some important ways.

3 For those who refuse to commit to one strategy: The hermaphroditic earthworm Dendrobaena rubida has both male and female genitalia. If it cannot find a partner, the worm doubles up so that its female bits and male bits can go to town.

4 Although famously monogamous, female Adélie penguins slip away from their mates occasionally to couple with unattached males. They exact a fee (pdf) for such a dalliance—stones to bolster their nests—not unlike certain people.

5 Some talented penguin teasers can get a gift even without putting out. Again, not unlike certain people.

6 Barbary macaques have a distinctive way to get their mates to make a sperm donation: yelling. If the female does not shout, the male almost never climaxes.

7 How do we know this? German primatologist Dana Pfefferle watched a group of macaques, counting the females’ yells and the males’ pelvic thrusts. She says this work is “quite weird, but it’s science.”

8 Here in the US of A, that kind of stuff ends up on YouTube.

9 Because Barry White sounds terrible underwater: Fish can produce a variety of noises with their bones, teeth, and gas bladders. Grant Gilmore of Estuarine Coastal and Ocean Science Inc. says that male fish probably use some of these sounds to woo females.

10 The spiny anteater, an egg-laying mammal native to Australia and New Guinea, has a penis with four heads, but only two fit into the female at once.

11 The tiny male paper nautilus, an octopus, impregnates the much larger female by shooting his penis (a modified tentacle) into her—and leaving it there.

12 Homosexual behavior is found in at least 1,500 species of mammal, fish, reptile, bird, and even invertebrate.

13 My two dads: When a male goose courts another male goose, a female sometimes slips in and mates with both males. Later, the male partners share paternal duties.

14 Some seagulls practice lesbian mating, although the eggs that result from their liaisons are sterile.

15 Biologists at the University of California at San Francisco have found that male fruit flies exposed to high levels of alcohol become hypersexual and try to court practically anything with wings, including other male fruit flies. Eventually the revelry turns into a dysfunctional orgy, with “a chain of males chasing each other,” says one insect expert (subscription).

16 As the flies get increasingly tanked, their chance for mating success keeps dropping. This is one more reason why the fruit fly is a great model for studying humans.

17 Only a few vertebrates besides humans copulate face to face. Among those that sometimes do this: hamsters, beavers, and some primates, such as bonobos and orangutans.

18 French kissing is rarer still. The only other species known to do it as a prelude to mating is the white-fronted parrot. After the birds open their beaks and touch tongues, the male spews his lunch onto the female’s chest.

19 It is here that the mating habits of the white-fronted parrot and Homo sapiens diverge.

20 Size really does matter: People tend to choose mates of similar race, education level—and chubbiness. A recent British study indicates that obese people usually select partners with comparable levels of body fat.

aprile 05, 2008

LADY OF SHALOTT


The lady of Shalott è una poesia di Alfred Tennyson.
Racconta di una giovane dama che, per una maledizion, è costretta a vivere nella torre di un castello senza mai poter uscire o rivolgere lo sguardo verso Camelot. Allora lei guarda il mondo attraverso il riflesso di uno specchio e tesse su una tela ciò che vede. Fino a quando...



The Lady of Schalott (it)

Lungo entrambe le rive del fiume si stendono
vasti campi di orzo e segale
che rivestono la brughiera fino a incontrare il cielo;
e attraverso i campi corre la strada
verso la turrita Camelot;
E la gente va e viene,
guardando dove i gigli sbocciano
attorno all'isola, lì sotto,
l'Isola di Shalott.


Salici impalliditi, pioppi tremuli,
Lievi brezze si oscurano e fremono
Nella corrente che scorre perpetua
intorno all'isola nel fiume,
fluendo verso Camelot.
Quattro mura grigie, quattro torri grige
Sovrastano un prato di fiori,
e l'isola silenziosa dimora
La Signora di Shalott.

Solo i mietitori, falciando mattinieri,
nell'orzo barbuto
odono una canzone che echeggia lietamente
dal fiume che limpido si snoda,
verso la turrita Camelot.
E sotto la luna lo stanco mietitore,
Ammucchiando covoni sull'arioso altipiano,
ascoltando sussurra "E' la maga"
La signora di Shalott.

Lì intesse giorno e notte
una magica tela dai colori vivaci.
Ed aveva sentito una voce secondo cui
una maledizione l'avrebbe colpita
se avesse guardato verso Camelot.
Non sapeva quale fosse la maledizione.
E così tesseva assiduamente,
ed altre preoccupazioni non aveva,
la Signora di Shalott.

E muovendosi attraverso uno specchio limpido
appeso di fronte a lei tutto l'anno,
ombre del mondo appaiono.
Lì vede la vicina strada maestra
snodarsi verso Camelot;
Ed a volte attraverso lo specchio azzurro
i Cavalieri giungono cavalcando a due a due
Lei non ha alcun Cavaliere leale e fedele,
la Signora di Shalott.

Ma con la tela ancor si diletta
ad intessere le magiche immagini dello specchio,
perchè spesso attraverso le notti silenti
Un funerale con pennacchi e luci
e musica andava a Camelot;
O quando la luna era alta,
venivano due innamorati sposati di recente.
"Mi sto stancando delle ombre" disse
la Signora di Shalott.

A un tiro d'arco dal cornicione della sua dimora,
Lui cavalcò fra tra i mannelli d'orzo.
Il sole giunse abbagliante fra le foglie ,
e splendente sui gambali di ottone
del coraggioso Sir Lancelot.
Un cavaliere con la croce rossa perpetuamente inginocchiato
ad una dama nel suo scudo,
che scintill sul campo giallo,
Presso la remota Shalott.

La sua fronte ampia e chiara scintill al sole;
con zoccoli bruniti il suo cavallo passava;
da sotto il suo elmo fluirono, mentre cavalcava,
i suoi riccioli neri come il carbone,
Mentre cavalcava verso Camelot.
Dalla riva e dal fiume
egli brill nello specchio di cristallo,
"Tirra lirra" presso il fiume
cantò Sir Lancelot.

Lasciò la tela, lasciò il telaio,
Fece tre passi nella stanza,
Vide le ninfee in fiore,
Vide l'elmo ed il pennacchio,
e guard verso Camelot.
La tela volò via fluttuando spiegata;
lo specchio si spezz da cima a fondo
"la maledizione mi ha colta" url
la Signora di Shalott.

Nel tempestoso vento dell'est che sferzava,
I boschi giallo pallido si indebolivano
L'ampio fiume nei suoi argini si lamentava.
dal cielo basso la pioggia scrosciava
sopra la turrita Camelot;
Lei discese e trovò una barca
galleggiante presso un salice,
E intorno alla prua scrisse
la Signora di Shalott.

Ed oltre la pallida estensione del fiume
come un audace veggente in estasi,
che contempli tutta la propria mala sorte -
con una espressione vitrea
Guard verso Camelot.
E sul finir del giorno
Mollò gli ormeggi, e si distese:
l'ampio fiume la port assai lontano,
la Signora di Shalott.

Si udì un inno triste, sacro
Cantato forte, cantato sommessamente
Finchè il suo sangue si fredd, lentamente
Ed i suoi occhi furono oscurati completamente,
volti alla turrita Camelot.
Prima che, portata dalla la corrente,
raggiungesse la prima casa lungo l'argine
Canticchiando il proprio canto morì
la Signora di Shalott.

Sotto la torre ed il balcone
vicino il muro del giardino e la loggia
lei galleggiò, figura splendente
Di un pallor mortale, tra le case alte
silente dentro Camelot.
Vennero sulla banchina
il cavaliere, il cittadino, il Signore e la Dama
E
intorno alla prua lessero il suo nome
La Signora di Shalott.

Chi è? Che c'è qui?
Nel vicino palazzo illuminato
si spensero i regali applausi
e, per la paura, si segnarono
tutti i cavalieri di Camelot.
Ma Lancillotto riflettè per un po'
E disse "ha un bel viso;
Dio nella sua misericordia le conceda la pace
La Signora di Shalott.

marzo 24, 2008

CHI SONO IO? FORSE UN'INSALATA MISTA?


C'è un alimento a cui non rinucerei mai: l'insalata mista. Come non rinucerei ad alcuni aspetti del mio carattere perchè non riesco a cambiarli e perchè per me significherebbe andare contro natura. Mi riconosco in questi aspetti e mi danno un certo benessere e sono: i miei interessi, le mie inclinazioni e tutto ciò che è spontaneo e naturale. Questa è la parte di me che è rimasta fedele a se stessa nel corso degli anni.
Nel tempo però è cambiato qualcosa. le mie predisposizioni, desideri, tendenze che non avrei mai sospettato in passato. Mi è difficile rispondere alla domanda: ti conosci? Perchè risponderei che conosco la me di oggi, domani forse si affacceranno volti nuovi che mi arricchiranno e mi completeranno pur lasciando intatta la mia identità profonda. D'altra parte chi è veramente in grado di interrogarsi e di vedersi nell'interno come fosse un oggetto esterno? L'interiorità è mistero. Diventare se stessi, non essere se stessi, è come dice Nietzsche: "La mia formula per ciò che vi è di grande nell'uomo è amor fati". Il che significa lasciare libera la nostra interiorità di manifestare la sua energia creativa, la nostra tensione rigeneratrice capace di donare alla vita pienezza e soddisfazione.
L'interiorità non si lascia incapsulare in schemi, non può essere afferrata da strumenti razionali. Forse solo chi ha qualche dimestichezza con il mistero è in grado di dissolvere il velo. O forse basta solo lasciarsi andare...

marzo 23, 2008

PRANZO DI PASQUA



La Pasqua per tradizione la festeggio a casa dei miei genitori. Si inizia sempre con un aperitivo. Mio padre è bravissimo a preparare il Martini coktail. Ne bevo uno, poi arriva mia madre con i salatini cinesi e il prosecco e ne bevo un bicchiere, beh facciamo due. Così mi siedo a tavola già "ubriaca".
Il pranzo inizia con l'antipasto: bresaola, rucola e grana. Poi mia madre porta in tavola olive nere e verdi di vario tipo e di varia provenienza con pezzetti di formaggio e alcuni tipi di salame. Ma non finisce qui! Dulcis in fundo salmone affumicato e crostini con patè vari preparati da mia madre. Mi azzardo a dire: "Mamma, mi sembra eccessivo tutto questo" lei ribatte "Lo faccio per i tuoi figli". I miei figli mangiano pochissimo e lasciano sul piatto gran parte di quello che gli viene servito e lei lo sa. Così poi si può lamentare che nessuno apprezza la sua cucina. Tutto secondo tradizione.
Terminato l'antipasto il mio respiro si fa più lento. Già vorrei alzarmi e camminare un po'. Proibito. Arriva il primo, anzi i primi: pasticcio di carne, risotto di asparagi, crespelle ripiene al radicchio. E devi mangiare tutto. Credendo mi faccia digerire bevo un bicchiere di rosso , mi gira un po' la testa e non capisco se sia per il tasso etilico nel sangue o per il troppo cibo. Mio padre chiede che sia portato il capretto con le patate. Piatto forte questo, lo prepara sempre lui, è tradizione. E si mangia ancora e si beve ancora. Credo sia finita ma, arriva un piatto ovale con verdura cotta e carne lessa. Non ne posso più e lo dico. Mia madre come da tradizione coglie l'occasione per ricordarmi quanto io sia ingrata, quanto lei ha lavorato per cucinare tutto, quanto abbia cercato di accontentare i miei figli e così via... mio padre si spazientisce, come da tradizione, di sentirla brontolare e si alza da tavola per andare a prendere la colomba e il prosecco. Non mangio la colomba, decido di bere, invece, un po' di prosecco tanto guida mio marito.
Infine posso alzarmi da tavola con la scusa: "Lo preparo io il caffè". Mentre aspetto che la caffettiera faccia il suo dovere fumo una sigaretta all'aperto con mio fratello e mia cognata.
Alla fine il caffè, l'aria aperta e la sigaretta non mi aiutano ad alleviare la pesantezza che provo decido di assumere una certa quantità di bicarbonato non si sa mai che aiuti a digerire.
Sono le 23,30, sono a casa, il pranzo è terminato alle 16,00 e devo ancora digerirlo. Tutto come da tradizione.

marzo 22, 2008

PANE E SALAME PER SCRIVERE DI AMICIZIA


Un semplice panino con il salame mi fa pensare agli amici a G. perchè non dice mai le cose che dicono gli altri. Conosce le parole di cui ho bisogno. Viene da me e aspetta in silenzio che abbia finito di mettere i piatti in lavastoviglie. Perchè ha condiviso con me risatine e pazze risate, lacrime, sospiri e segreti sussurrati. Perchè hai risolto così tanti disastri...e per le sue conoscenze nei campi più disperati. Perchè mercoledì ha l'ecografia e spero che vada tutto bene. Deve andare tutto bene.
Penso a L. mia cara, carissima amica di sempre. Tu sei sempre lì, per quanto lontana, costante come una stella polare. Incrollabile nell'affetto. Ora che stai male e sono preoccupata penso alle nostre storie di una vita a quante volte ce le siamo ri-raccontate fingendo che fosse la prima volta che le ascoltavamo e penso a tutti i giorni in cui abbiamo camminato e chiacchierato insieme. Al fatto che non abbiamo bisogno di farci domande. Sappiamo cosa piace all'altra, i libri che legge, la musica che ascolta, i suoi giochi preferiti...Tutto ciò che abbiamo condiviso: le nostre vite sono così intrecciate che facciamo fatica ad immaginare una vita senza l'altra. Per te sono in preallarme. Sono pronta a venire a Bologna. E farò esattamente questo, quando mi cercherai.
A L. per gli sms il lunedì mattina che mi illuminano la giornata e il cuore. Anche se la giornata è iniziata male, piove, un mucchio di bollette, tutte quelle circolari da leggere, notizie deprimenti, colleghe s..., figli che non ascoltano, tu mi ascolti e mi dici la parola giusta e tutto si risolve e si dissolve come un miracolo.
A I. giovane amico, che mi fa sentire speciale nonostante io sia una persona qualunque. Perchè mi confida le sue gioie, i suoi dolori, i suoi amori. Mi da rispetto e lo pretende da me, mi da il suo tempo e sa quando deve rimanere in silenzio.
A M. perchè non fa caso al disordine in cucina quando cucino e al caos sconsiderato in soggiorno quando arrivano i miei adorati figli. Cieca a tutte le mie mancanze! Per le spese folli nei negozi di abbigliamento, i gelati, i caffè, le mostre cittadine e i saldi di fine stagione.
A L. "fondamentalmente", tu dici sempre, " siamo soli" amica mia tu hai la straordinaria capacità di alleviare la solitudine. Sei una dei pochi esseri umani che io conosca.
A R., anche se è un po' lazzarone, perchè gli porto i miei progetti appena abbozzati, le mie teorie campate in aria, i miei racconti confusi, le mie idee informi. E me ne vado con consigli pratici e voglia di andare avanti. Perchè mi ha aiutato a tirarmi fuori da situazioni che credevo inestricabili, perchè non mi fa sentire in imbarazzo delle cose sciocche che faccio e dico sempre.
Gli amici e le amiche quelli veri sono certezze in un mondo incerto.

marzo 09, 2008

FOODSCAPES








Pubblico alcune immagini del fotografo Carl Warner



La prima immagine è costruita con broccoli, basilico e pane. le nuvole sono formate dai cavolfiori.








Le abitazioni sul cucuzzolo della montagna sono di formaggio.




















Cielo di ghiaccio. Neve di mortadella. Slitta di grissini. Aspettando Babbo Natale.










marzo 01, 2008

MAMME ROMANE


MAMME ROMANE

cucinare e leggere contempoaraneamente

Lavo i carciofi (li ho presi in offerta al super 0,89€) e ho tra le mani un libretto sembra una favoletta per bambini ma leggendo scopro che...
C'era una volta un albero che amava un bambino.
Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato al suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.Quando era stanco, il bambino si addormentava all'ombra dell'albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna nanna.
Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore. E l'albero era felice.
Ma il tempo passò e il bambino crebbe.
devo sbrigarmi sono già le 18,30 e con la fame che hanno...grattugio il formaggio, trito finemente il prezzemolo e l'aglio privato dell'anima così è più digeribile. In una piccola terrina sbatto 2 tuorli d'uovo con un po' di sale e pepe.
Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso solo.Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse:"Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice"."Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli alberi e per giocare", disse il bambino. "Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?"."Mi dispiace", rispose l'albero "ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, e va' a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice".Allora il bambino si arrampicò sull'albero, raccolse tutti i frutti e li porto via.E l'albero fu felice.Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare... E l'albero divenne triste.Poi un giorno il bambino tornò; l'albero tremò di gioia e disse:"Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami e sii felice"."Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi", rispose il bambino. "Voglio una casa che mi ripari", continuò. "Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi danni una casa?"."Io non ho una casa", disse l'albero. "La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice".Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa. E l'albero fu felice. Per molto tempo il bambino non venne.
Dispongo i carciofi leggermente aperti in una pentola, mescolo all'uovo sbattuto il parmiggiano grattugiato, il prezzemolo e l'aglio tritato...
Quando ritornò, l'albero era così felice che riusciva a malapena a parlare."Avvicinati, bambino mio", mormorò "vieni a giocare"."Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare", disse il bambino."Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?"."Taglia il mio tronco e fatti una barca", disse l'albero. "Così potrai andartene ed essere felice".Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire. E l'albero fu felice... ma non del tutto.
Verso il composto sui carciofi leggermente aperti in modo aggiungo un po' d'acqua e lascio che cuociano a fuoco lento...molto lento
Molto molto tempo dopo, il bambino tornò ancora."Mi dispiace, bambino mio", disse l'albero "ma non resta più niente da donarti... Non ho più frutti"."I miei denti sono troppo deboli per dei frutti", disse il bambino. "Non ho più rami", continuò l'albero "non puoi più dondolarti"."Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami", disse il bambino."Non ho più il tronco", disse l'albero. "Non puoi più arrampicarti"."Sono troppo stanco per arrampicarmi", disse il bambino.
"Sono desolato", sospirò l'albero. "Vorrei tanto donarti qualcosa... ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto..."."Non ho più bisogno di molto, ormai", disse il bambino. "Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco"."Ebbene", disse l'albero, raddrizzandosi quanto poteva "ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati".Così fece il bambino.E l'albero fu felice. Fine.
(Shel Silverstein)
Sul risvolto di copertina del libro c’è una citazione di Silvestein: “Penso che il libri, anche quelli per bambini piccoli, possano contenere più di un’idea. Una sola storia può contenerne molte, almeno cinquanta”.
Dedicato a chi è capace, nonostante i limiti dei nostri tempi, ad essere quell'albero.

febbraio 24, 2008

TORTA IMPERIALE

Yahoo! Avatars
I testi in corsivo sono tratti dal libro "La principessa che credeva nelle favole" di Marcia Grad

Ingredienti: cioccolato fondente, zucchero, burro, farina, maizena, cacao amaro in polvere, uova, lievito.
Per la farcitura: panna fresca, cacao amaro in polvere, zucchero a velo.
Per la decorazione: cioccolato gianduia, panna fresca, zucchero a velo, codette di cioccolato fondente.

"Terrorizzata e senza fiato, la principessa fu così scagliata nel Mare delle Emozioni. Pietre aguzze e rami rotti le turbinavano intorno nell'acqua ghiacciata mentre lottava disperatamaente per rimanere a galla...Si sentì risucchiare sul fondo del mare, e a un tratto le parve di scorgere qualcosa in lontananza. Se solo fosse riuscita ad arrivarci..."

Per l'impasto: accendere il forno a 170° In una terrina mescolare maizena, la farina, il cacao e il lievito passati a setaccio. Versare il burro in un'altra terrina aggiungere 40gr. di zucchero e mescolare fin tanto che l'impasto diventa bianco e cremoso. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente e unirlo ala composto di burro. unire i tuorli d'uovo.

la principessa pensò:
"la nebbia impedisce ad un sacco di gente di riconoscere il sentiero giusto...finiscono tutti per sceglierne uno che li porta in qualche angolo remoto, nel profondo della Terra delle illusioni..."

A parte montate gli albumi a neve con 60g di zucchero. Unire il composto di burro e cioccolato a quello di farina, amido, cacao e lievito, intervallando con l'aggiunta degli albumi. Mescolare per due minuti. Versare l'impasto in una tortiera imburrata e infornare per 40-45 minuti.

la principessa lesse:
"Così come l'intero oceano si trova in ogni singola goccia d'acqua, allo stesso modo ognuno di noi racchiude in sè la vita intera. Al pari del flusso e riflusso del mare, anche noi dobbiamo fluire e rifluire seguendo la marea della vita, accettando il fatto che l'unica cosa costante è il cambiamento e credendo fermamente che tutto ciò che è deve essere, anche se noi non sappiamo il perchè."

per la farcitura: versare il cacao in un recipiente con lo zucchero a velo e, poco alla volta, unire la panna continuando a mescolare. Montare il composto. Tagliare la torta raffreddata a metà orizzontalmente. Versare il composto sulla base e coprire con l'altra metà.


dice il gufo alla principessa:
"la maggior parte della vita consiste nell'andare, e non nell'arrivare, perchè quando una persona giunge dove pensava di essere diretta, prova inevitabilmente l'esigenza di recarsi da qualche altra parte."

per decorare: coprire tutta la torta con la crema al cacao utilizzata per la fracitura. aiutarsi con un coltello per ricoprire le pareti della torta con le codette. Fare tante scagliette di di cioccolato gianduia con il pelapatate e cospargerle al centro della torta.

la principessa legge:
"L'esperienza non corrisponde sempre alla verità perchè viene filtrata dagli occhi di colui che vede, è nel silenzio della mente che percepiamo la verità: la voce gentile che parla sussurrando al nostro cuore..."

Il post è dedicato a chi è capace di sognare ancora perchè chi crede nei propri sogni è capace di dare tutto se stesso per realizzarli e si trova sempre dove dovrebbe essere.

febbraio 10, 2008

SPAGHETTI: AGLIO, OLIO E PEPERONCINO




La pentola con l'acqua è sul fuoco già da un po' e non vuole bollire...



Finalmente è nato. Tutto suo padre, il codice è suo. Però quel colore oliva ricorda un po' la carnagione della madre...



Ho già preparato il condimento. Ho scaldato l'aglio "svestito" e schiacciato e il peperoncino intero nell'olio extravergine d'oliva...



Che carattere ha il piccino! Vuole essere guardato. Chi lo ha visitato ha detto bellissimo! Si vede subito il marchio del padre...e della madre la passione...



Finalmente l'acqua bolle, verso un pugno di sale grosso e gli spaghetti...



Appena nato e il padre dice alla madre: "Adesso è tutto tuo!" Dice così perchè è stanco e affetto da ramollissement dovuta all'età. Proprio ora che il piccino avrà bisogno di maggiori cure ed attenzioni...



Gli spaghetti sono cotti...



Così la madre rimarrà alzata la notte, gli darà da mangiare, lo cambierà e gli leggerà le storie di fate e di folletti irlandesi raccolte e scritte da Yeats...






Verso sugli spaghetti fumanti il condimento, è mezzanotte e ho fame. Buonissimo...



Il padre lo farà conoscere al mondo con orgoglio e, poichè è saggio, starà attento che il figlio non sia preda degli accidenti della vita: banali folate di vento che ci deviano dalla rotta intrapresa e non ci fanno approdare in porto.




Dedico il post ad una persona speciale che sa chiedere scusa.